Chignin Bergeron: l’interpretazione di Adrien Berlioz della roussanne

Se sei uno dei miei fedeli 25 lettori sai che frequento con regolarità i vini della Savoia. Se invece sei un lettore recente o smemorato…allora clicca qui.

Chignin Bergeron
Chignin Bergeron “Binette” 2014 – Domaine Cellier des Cray

Chignin Bergeron “Binette” 2014 – Domaine Cellier des Cray (Adrien Berlioz)
Giallo oro con riflessi ambra, naso “bucolico” (fieno, fiori di campo essiccati), scorza di arancia, mango disidratato.
Nonostante la bocca sia delicata e leggera (titolo alcolometrico contenuto al 12%) l’ingresso è di buon volume, con acidità ben presente ma mai prevaricante. E’ soprattutto la sapidità ad accompagnare il sorso che chiude di media lunghezza su ritorni di erbe amare.

84

Plus: Chignin Bergeron è la denominazione dedicata al vitigno roussanne. Spesso il rischio con questi vini – a maggior ragione se hanno fatto la malolattica, come in questo caso – è un eccesso di mollezza/grassezza. Fortunatamente il vino di Adrien Berlioz non si presenza così ed è invece vivace e sapido.

Minus: vino che manca di grip e “cattiveria”, non lascia il segno anche se non ha nulla di fuori posto.

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